Un’Aula Magna gremita di studenti, l’ascolto attento, le emozioni condivise e un dialogo autentico che ha lasciato il segno. È stato questo lo spirito dell’incontro che si è svolto oggi presso l’IISS Principessa Maria Pia di Taranto, dedicato alla proiezione del documentario Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità, realizzato dall’attrice Sabrina Paravicini insieme a suo figlio Nino Monteleone.
L’evento, fortemente voluto da TP Italia nell’ambito dell’iniziativa TP4i+ on the road, dedicata ai temi dell’inclusione e della valorizzazione delle differenze, è stato aperto dal dirigente scolastico Giovanni Tartaglia, che ha accolto ospiti e studenti sottolineando il valore educativo di momenti di confronto capaci di mettere al centro l’ascolto e la comprensione dell’altro.
Dopo la proiezione del documentario, il dialogo con gli studenti ha visto la partecipazione della stessa Sabrina Paravicini e di Nino Monteleone, accompagnati da Rosellina Panebianco, Diversity & Inclusion Manager di TP Italia, e da Alessandro Ladiana, Communication Manager dell’azienda, oltre alla presenza dell’assessora alla Pubblica istruzione del Comune di Taranto, Maria Lucia Simeone.
Ma il vero protagonista dell’incontro è stato proprio Nino Monteleone: un ragazzo straordinario, capace di parlare ai suoi coetanei con autenticità, lucidità e profondità. Con parole semplici ma potenti ha raccontato cosa significa essere neurodivergente, invitando tutti a guardare alla diversità con uno sguardo nuovo.
Nino ha proposto una riflessione che ha colpito profondamente i ragazzi: più che di inclusione, ha parlato di coesistenza, una parola che suggerisce la possibilità di vivere insieme rispettando le unicità di ciascuno. La divergenza, ha spiegato, non è qualcosa da correggere o da temere, ma una ricchezza capace di ampliare il nostro modo di vedere il mondo.
Con grande serenità e intelligenza ha risposto alle numerose domande degli studenti, trasformando il momento di confronto in una vera e propria lectio magistralis, intensa e coinvolgente, che ha emozionato l’intera platea.
Un incontro che ha lasciato nei ragazzi una traccia profonda, ricordando a tutti quanto la gentilezza, l’ascolto e il riconoscimento delle differenze possano diventare strumenti fondamentali per costruire comunità più consapevoli, aperte e umane.


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