L’Istituto d’Istruzione Superiore “Principessa Maria Pia” di Taranto conferma la sua vocazione di cuore pulsante del territorio, facendosi racconto vivo e presenza attiva in occasione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo. L’energia e la sensibilità delle sue studentesse e dei suoi studenti si sono espanse lungo quattro direttrici intrecciate, dove l’arte, lo sguardo fotografico, la cura dell’accoglienza e la passione per lo sport hanno dato forma a un’unica coralità di intenti.
La prima di queste storie prende vita tra i banchi del nuovo Liceo del Made in Italy, trasformandosi in un vero e proprio cantiere di idee, di passioni e di scoperte. Attraverso il percorso di scenografia del progetto “NOI SIAMO IL MARIAPIA”, i ragazzi si sono spinti ben oltre la semplice lezione: hanno varcato le soglie del MArTA per raccogliere con rispetto il testimone dell’antica ceramica tarantina, guidati poi dalla sapienza del maestro Antonio Vestita. Sotto le loro dita, l’argilla si è fatta materia viva, dando vita a una quinta mobile in legno e ceramica pensata per celebrare i Giochi. Questo cammino di bellezza li ha condotti fino a Napoli, tra le porcellane dell’Istituto Caselli, sede della Real Fabbrica di Capodimonte, e infine dentro un racconto per immagini per la prima edizione del concorso del Ministero dell’Istruzione e del Merito “Il mio territorio, un patrimonio di eccellenze da rappresentare”, a dimostrazione di come la memoria del passato possa farsi futuro.
In questo laboratorio di crescita, le voci degli studenti danno vita all’emozione della creazione:
«Frequento la classe prima del nuovo Liceo del Made in Italy; essere carichi di significato come Skuma e l’atleta greco mi riempie di una gioia indescrivibile.»
Grace Tartarello
«Sono felice di aver partecipato a questo progetto poiché i Giochi del Mediterraneo sono un incontro tra sport, culture e passioni, dove i Paesi si sfidano con rispetto e si uniscono attraverso lo spirito dello sport.»
Francesco Greco
«I Giochi del Mediterraneo mi sono sembrati molto interessanti, così come il progetto a cui ho partecipato, perché uniscono sport, culture e Paesi diversi. Mi è piaciuto scoprire qualcosa in più su questa manifestazione.»
Elena Norelli
«Realizzare il progetto di ceramica è stata un’esperienza creativa e divertente, che mi ha permesso di imparare qualcosa di nuovo e di mettermi alla prova sperimentando molte tecniche.»
Samuele Lombardi
«Realizzare le formelle di ceramica insieme al Maestro Antonio Vestita è stato un viaggio emozionante: modellare l’argilla con le mie mani mi ha permesso di trasformare le idee in materia viva e vedere la nostra opera esposta nella splendida cornice di Palazzo D’Aquino in occasione dei Giochi del Mediterraneo mi ha riempito d’orgoglio, facendomi sentire parte attiva dell’energia e del futuro della mia città.»
Valeria Latagliata


«Per noi ragazzi della 1LMI questo laboratorio ha segnato un momento di crescita personale, in cui ognuno di noi ha trovato il suo modo di esprimersi attraverso l’Arte della Ceramica. Lavorando con i cubetti di argilla mi sono sentito molto libero e sono riuscito a esprimere tutte le mie emozioni senza alcun timore. Ovviamente, tutto questo è stato possibile grazie al nostro Maestro Antonio Vestita e ai nostri Professori che collaborando ci hanno fatto vivere una vera e propria esperienza indimenticabile.»
Giuseppe Boezio
«Questo corso è stato un percorso bellissimo, tra le attività in laboratorio e le uscite al Palazzo D’Aquino e a Napoli. L’emozione più grande però è stata poter dare una forma alle mie idee con le mie mani, un momento che mi ha fatto provare una sensazione incredibile nel vederle finalmente pronte e finite davanti a me.»
Simona L’Imperio
«All’inizio ero incerto, ma questo progetto mi ha aiutato a capire quanta pazienza e concentrazione posso avere quando creo qualcosa dal niente.»
Alessandro Nasole
«Lavorare la ceramica con il Maestro Antonio Vestita mi ha regalato una nuova prospettiva sull’arte e sulla mia città; la mostra a Palazzo D’Aquino per i Giochi del Mediterraneo ha reso questo lavoro ancora più speciale oltre ad essere una grande soddisfazione personale.»
Giorgia Vitti
«Modellare l’argilla con il Maestro Antonio Vestita e vedere la nostra opera a Palazzo D’Aquino per i Giochi del Mediterraneo è stata un’emozione unica: un modo concreto per dare forma alle mie idee e sentire mia la crescita della città.»
Alice Urso
Il secondo gesto del Maria Pia passa attraverso la luce sottile della fotografia. Dalla storica collaborazione con il Centro Servizi del Volontariato di Taranto e il progetto “Giovani in Volo”, gli studenti e le studentesse imparano a varcare il confine tra il semplice guardare e il profondo vedere. Accompagnati dall’Associazione Il Castello e in particolare dal volontario Raimondo Musolino, i ragazzi hanno fermato l’essenza della loro terra. Nelle sale di Palazzo D’Aquino, accanto al lavoro di Giuseppe Bolognini, risplende lo scatto di Angelica Carella, della classe quinta AFM: una visione esperienziale che cristallizza la memoria di chi abita e custodisce quotidianamente la città, legando il tempo al respiro del mare.

«Fotografare Taranto per me significa ascoltarla. In questo scatto dove l’azzurro del mare incontra quello della maglia del pescatore ho sentito una profonda sensazione di appartenenza: un solo colore che unisce una forza della natura e un semplice lavoro quotidiano o probabilmente una grande passione.»
Angelica Carella
Il terzo momento vive nel movimento e nella disciplina: la palestra dell’istituto in via Galileo Galilei si è trasformata in un luogo di incontro internazionale, aprendo le sue porte agli allenamenti delle selezioni di pallavolo maschili e femminili prima delle sfide al PalaMazzola. Dalle manovre della squadra serba a quella turca, dai passaggi della nazionale greca a quella algerina, respirare lo stesso parquet ha permesso agli studenti di espandere la propria visione di squadra e di fare dell’inclusione una pratica quotidiana.
Infine, l’anima più pura di questa partecipazione si è accesa nell’adesione al “Progetto Scuole Taranto 2026”. Oltre i campi da gioco, tra incontri, workshop e condivisione di valori, le studentesse e gli studenti del Maria Pia hanno scelto di farsi corpo vivo dell’evento, diventando i volontari che hanno accolto, guidato e supportato ogni momento della manifestazione. Con la loro energia solare, l’entusiasmo genuino e un profondo senso di appartenenza, si sono rivelati l’eredità più preziosa della manifestazione: i veri, autentici ambasciatori dello spirito mediterraneo.

«Accogliere i Giochi del Mediterraneo è stato per noi molto più di una partecipazione: è stato un esercizio quotidiano di profonda inclusione. I nostri ragazzi sono stati come il sale vivo della terra, quella forza silenziosa che scioglie le distanze, dà sapore alle esperienze e fa germogliare frutti meravigliosi in tutta la comunità. In ogni loro gesto, scatto o manufatto c’è la bellezza di una visione puramente relazionale, dove l’altro non è mai un estraneo, ma un mondo con cui crescere. È questo il patrimonio umano che la nostra scuola consegna al futuro.»
Giovanni Tartaglia
Dirigente Scolastico
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