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Kairós: quando un incontro diventa un attimo che resta.

 Le quarte riflettono sul 25 novembre

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Ci sono giornate che non si dimenticano perché, senza preavviso, riescono a toccare qualcosa di profondo. Il progetto Kairós, inserito nel PTOF e ideato dal prof. Elio Michelotti, nasce proprio per questo: per insegnare ai ragazzi a riconoscere quei momenti che illuminano, che aprono uno spiraglio, che lasciano un segno.
Oggi le classi quarte ne hanno vissuto uno.

Dopo i saluti del Dirigente Scolastico — accompagnati dalla visione di un breve e intensissimo video di Roberto Benigni sulla dignità e unicità della donna — si è aperto un incontro che, nel giorno del 25 novembre, ha assunto un valore ancora più profondo.

Le parole che risvegliano: la prof.ssa Evelyn Zappimbulso e il progetto “Zonta Says No”

La prima voce ad arrivare ai ragazzi è stata quella della prof.ssa Evelyn Zappimbulso, referente del movimento internazionale Zonta Says No, che da anni si batte contro ogni forma di violenza sulle donne.
Una studentessa ha letto ad alta voce la lettera del Ministro Valditara dedicata alla ricorrenza del 25 novembre e, insieme alla docente, parola dopo parola, gli studenti hanno scavato nella responsabilità che ciascuno ha nel costruire relazioni sane, rispettose, libere.

La prof.ssa Zappimbulso ha guidato questo momento con sensibilità autentica: un invito a non voltarsi dall’altra parte, a riconoscere i segnali, a farsi voce di chi non riesce più a parlare.
Un invito a capire che la violenza non è “lontana”, ma può insinuarsi nel quotidiano, nei silenzi, nelle dipendenze emotive, nel controllo.
È lì che bisogna imparare a reagire.

La dott.ssa Anna Paola Lacatena: quando la fragilità diventa spiraglio di consapevolezza

È seguita la testimonianza della dott.ssa Anna Paola Lacatena, sociologa e professionista del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ASL di Taranto.
Con linguaggio diretto e umano, ha mostrato ai ragazzi come la dipendenza da psicofarmaci possa intaccare la libertà personale, alterando comportamenti, percezione e lucidità.
Un tema che si è intrecciato con la giornata del 25 novembre in modo potente: la vulnerabilità, quando non riconosciuta, può esporre a relazioni tossiche, a forme di manipolazione e controllo, a violenze che si travestono da attenzioni.

La dott.ssa ha ricordato che la vera forza nasce dalla consapevolezza di sé, dall’ascolto e dalla capacità di chiedere aiuto.
E che prevenire significa proteggere, sempre.

Kairós: il momento giusto che cambia lo sguardo

A concludere, il prof. Elio Michelotti, mediatore dell’incontro, ha riportato tutto al cuore del progetto Kairós: la capacità di riconoscere l’attimo prezioso, quello che ti costringe a fermarti e ti fa vedere la vita da un angolo diverso.
Oggi gli studenti hanno avuto questo privilegio: ascoltare, comprendere, sentire.

Nel silenzio attento della sala, tra sguardi che si incrociavano e riflessioni che prendevano forma, il 25 novembre ha smesso di essere una semplice data.
È diventato un impegno: scegliere il rispetto, difendere la libertà, proteggere ogni voce.
Perché ogni vita merita di essere vissuta senza paura.