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Materiali viventi e cellule “programmabili”

la scienza del futuro incontra i nostri studenti

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Questa mattina le classi quarte e quinte dell’Istituto hanno vissuto un’esperienza di alto profilo scientifico e culturale, partecipando all’incontro dal titolo “Materiali viventi per le tecnologie sostenibili del futuro”.

Ad aprire l’evento sono stati i saluti del Dirigente Scolastico, prof. Giovanni Tartaglia, e del Vicepreside, prof. Roberto Nuzzi, che hanno sottolineato l’importanza di avvicinare i giovani alla ricerca scientifica contemporanea, mostrando come la scienza non sia un sapere astratto, ma una forza viva capace di trasformare il mondo.

Cellule come smartphone: la frontiera della biomedicina

L’introduzione ai lavori è stata affidata all’ingegnere biomedico e ricercatore Guido Putignano, che ha inviato un videomessaggio da Riyad, dove attualmente si trova per motivi di ricerca.

Con grande chiarezza e forza comunicativa, Putignano ha spiegato agli studenti come oggi sia possibile “programmare” le cellule in modo analogo a quanto avviene con uno smartphone: così come installiamo applicazioni per svolgere funzioni specifiche, allo stesso modo la ricerca biomedica sta sviluppando tecniche per modificare e indirizzare il comportamento delle cellule.

L’obiettivo? Combattere malattie croniche e gravi, come il cancro, intervenendo direttamente sui meccanismi cellulari. Una prospettiva che apre scenari straordinari: cellule capaci di riconoscere e distruggere cellule tumorali, sistemi biologici intelligenti progettati per agire in modo mirato, terapie sempre più personalizzate.

Un messaggio potente, che ha mostrato ai ragazzi come l’ingegneria, la biologia e l’informatica oggi dialoghino in modo sempre più stretto.

Le alghe e i materiali viventi: la ricerca di Gianluca Maria Farinola

Dopo l’introduzione, l’incontro è entrato nel vivo con l’intervento del prof. Gianluca Maria Farinola, professore di Chimica Organica presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Adjunct Professor alla Tufts University negli Stati Uniti.

Il professor Farinola ha illustrato una linea di ricerca affascinante e altamente innovativa: lo studio delle microalghe e delle diatomee come “fabbriche naturali” di materiali avanzati.

Le diatomee, microalghe unicellulari, producono infatti gusci di biosilice caratterizzati da strutture nanometriche straordinariamente complesse e perfettamente organizzate. La natura, in milioni di anni di evoluzione, ha sviluppato architetture che oggi la scienza cerca di comprendere, valorizzare e integrare in dispositivi tecnologici.

Il gruppo di ricerca coordinato da Farinola lavora su materiali bio-ibridi, in cui componenti viventi o di origine biologica vengono combinati con elementi funzionali per applicazioni in:
• fotonica ed elettronica organica
• sensori ambientali
• tecnologie sostenibili
• ambiti biomedicali

Particolare attenzione è dedicata alla sostenibilità: utilizzare organismi come le alghe significa sviluppare materiali attraverso processi più “green”, riducendo l’impatto ambientale rispetto alle tecniche industriali tradizionali.

In alcune ricerche, le alghe vengono anche studiate per applicazioni di biorisanamento ambientale, dimostrando come la biologia possa offrire soluzioni concrete alle sfide ecologiche del nostro tempo.

Studenti attenti, futuro possibile

Le classi hanno seguito con grande attenzione, ponendo domande pertinenti e mostrando curiosità autentica verso temi complessi ma presentati con rigore e passione.

L’incontro ha rappresentato non solo un momento di approfondimento scientifico, ma anche un’occasione di orientamento: molti studenti hanno potuto intravedere possibili percorsi universitari e professionali nei campi della chimica, dell’ingegneria biomedica, delle biotecnologie e della ricerca internazionale.

Quando la scuola riesce a portare dentro le aule la scienza viva, quella che si costruisce nei laboratori e nei centri di ricerca di tutto il mondo, il futuro smette di essere un’astrazione e diventa una possibilità concreta.

E oggi, per i nostri ragazzi, quel futuro è sembrato un po’ più vicino.