Nel cuore ferito del quartiere Tamburi, dove l’anima popolare si stringe tra le case e le ciminiere, gli studenti e i docenti dell’IISS Principessa Maria Pia sono stati accolti nel pomeriggio del 30 aprile da Padre Angelo Bissoni nella chiesa di Gesù Divin Lavoratore. Un luogo simbolico, oasi di preghiera e di ascolto, in uno degli angoli più tormentati di Taranto.
La visita si inserisce all’interno delle Giornate Cataldiane, un cammino di incontri che culminerà nella festa di San Cataldo, patrono della città. Una vera e propria processione laica che attraversa il tessuto vivo del quartiere, intrecciando memoria, denuncia e speranza.
Protagonista di questo percorso è proprio il quartiere Tamburi, territorio martoriato, ma capace di custodire una vibrante umanità. Un racconto corale che parte dal commissario straordinario, custode temporaneo del Comune, e arriva agli sguardi limpidi e attenti dei nostri giovani studenti, pronti a raccontare con forza e consapevolezza il proprio punto di vista sul presente e sul futuro.
Durante l’incontro, è stata inaugurata una mostra che raccoglie pensieri, immagini e parole nate dall’esperienza degli alunni: un mosaico di storie e testimonianze che prova a cucire le ferite di una comunità, unendo le forze di chi soffre, resiste e costruisce. Ogni voce, ogni silenzio, ogni frammento di racconto è un filo che tiene insieme la trama della dignità.
Il Dirigente Scolastico, prof. Giovanni Tartaglia, ha espresso il suo ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa significativa esperienza, sottolineando il valore educativo di un’iniziativa che consente ai ragazzi di esprimersi liberamente, misurandosi con la realtà in cui vivono.
Un sentito ringraziamento va in particolare alla prof.ssa Valeria Carrieri, che ha guidato con passione e competenza gli studenti in questo percorso di crescita umana e culturale. Dalle mura di una chiesa parte così un messaggio potente: la parola può farsi seme di speranza, anche nel terreno difficile dei Tamburi. Perché raccontare è un gesto di coraggio, e ascoltare è un atto di comunità.

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